giovedì 19 ottobre 2017

"Minimalism aesthetic " Photographer Alberto Buzzanca

Uno scatto che racconta lo stile ed il tempo in termini di trasformazione del linguaggio visivo, un esempio nuovo di estetica e sensualità, un bianco e nero raffinato ed una luce che glorifica l'incarnato sono espressione della sua eleganza formale. L'assenza di costruzioni sulla cornice di fondo rafforza ed impreziosisce il suo racconto di buio e luce,restituendo il valore primario al ritratto posato,uno studio della postura potenzia l'attenzione dell'osservatore: le braccia fanno da cornice al seno celato e la gestualità delle mani fanno da contorno al volto, nulla oltre aggiunge fascino e seduzione, confermando la non necessità di elaborate regie se la fotografia diventa sintesi di capacità tecnica, cultura fotografia e quella percezione minimalista del bello. ANTONELLA LEONE http://www.albertobuzzanca.net/

Photo © Andreas Jorns

domenica 15 ottobre 2017

Photo © Francesco Del Bravo _ Model Chiara Silvestri

"Symbolism and Aesthetics" Photographer Enrico Burani

La foto che accompagna la serie di scatti è espressione di quel lavoro di ricerca della composizione, dove nonostante i molteplici piani di osservazione nulla è considerato in secondo piano, l'attenzione dell'osservatore si concentra sul risultato finale che è sintesi di dettagli scelti con cura e narrati attraverso una gestione dell'inquadratura, scelta del soggetto, messa a fuoco e prospettiva, evidenziano una fotografia dove la comunicazione e la tecnica vanno di pari passo. La scelta del soggetto che possiede una grande potenza espressiva, un carisma che suggerisce una personalità ben definita si contrasta piacevolmente con una fisicità esile, raffinata, elegante,dove una sensualità non esplicita cattura e seduce. Carl Gustav Jung diceva: “Il simbolo è matrice del linguaggio analogico. Il mondo parla attraverso il simbolo. Più il simbolo è arcaico e profondo, più diventa collettivo ed universale" e qui la scelta del peperoncino non è a caso simbolo di tutto ciò che è intenso, stuzzicante,passionale, tipico del suo lavoro fotografico sull'universo femminile, è l'affidato al dettaglio che ben evidenzia istinto, impulso,energia, aprendo una comunicazione con il fruitore che travalica l'estetismo formale e lo conduce a quella visione dicotomica di angelo e demone tipico di tutte le rappresentazioni artistiche. Presentato sotto forma di bouquet nella differenza di posizionamento accompagna il linguaggio del volto, dove scelta dei toni e luce potenziano la comunicazione. La convenzionale fotografia di studio si trasforma in un racconto dinamico dettato dall'idea che lo precede.ANTONELLA LEONE

mercoledì 11 ottobre 2017

 "The Poetry of Photography" by Adolfo Valente _ Model Sara Ligori.

Un lavoro dove un leggero "fuori fuoco" conferisce una sorta di pittorialismo all'immagine, presentando il suo pensiero visuale dove materia ed idee di fondono in quel rapporto complesso di invisibile e rappresentato. La figura si presenta distaccata dal contesto reale, immersa in un percorso intimo dove la luce ne evidenzia la figura, ed il buio della cornice ne rafforza l'atemporalità, Maestro nella scelta dei toni e dei dettagli, predilige tessuti impalpabili che potenziano quella percezione di grazia, evanescenza, incorporeo, etereo che lasciano spazio ad una visione quasi sacrale della bellezza. La scelta della postura conduce l'attenzione al volto, il capo reclinato un momento di raccoglimento, la fisicità velata il fascino della seduzione, tutti elementi studiati per una composizione dove entità opposte trovano rappresentazione in elementi esterni ed interni percepiti in termini psicologici ed artistici e narrati nella totalità. Un superamento dell'estetismo formale che senza scomodare interpretazioni complesse ed articolate, è espressione reale della sua visione fotografica, dove le immagini sono una comunicazione emozionale e veritiera e raccontano l'uomo e l'artista, la sua ricerca, il suo bagaglio culturale, la sua intenzionalità narrativa.In tutti gli scatti pubblicati si osserva una narrazione del femminile eseguita con estrema delicatezza,lui presenza discreta cogle attimi ai quali conferisce la percezione di scatti rubati. Come scrisse Willy Ronis nel suo “Sur le fil du hazard”, “La fotografia è lo sguardo e nel lavoro di Adolfo Valente si coglie quella grande capacità di osservazione ed intuizione del " tempo forte". ANTONELLA LEONE.

Photo © Patrizia Moretti

lunedì 25 settembre 2017

"Art Photography" by Alberto Buzzanca _ Atelier Scultore Ettore Greco

Lo studio per un artista è il luogo dove l’opera si realizza, una proiezione del suo sentire, una finestra su un'universo silenzioso , gelosamente custodito,aperto a pochi, come a pochi si apre l'anima. Uno spazio creativo dove si respira riflessione, meditazione, un mondo a parte, parallelo a quello reale che fa da ponte fra la dimensione fisica e spirituale, dove al centro c'è il pensiero, l'idea e la materializzazione delle visioni in opere. Questa serie di scatti ad opera di Alberto Buzzanca ci introducono nell'atelier dello sculture Veneto Ettore Greco, l'osservatore è pervaso dalla percezione di un trionfo del'arte, nella due forme diverse,che hanno in comune una previsualizzazione e la rappresentazione di una percezione interiore. Un lavoro complesso, possibile per la sua capacità di immersione in un universo fatto di assenza e silenzio, dove coglie l'anima delle opere e la potenzia, presentandola attraverso un bianco e nero a servizio delle emozioni. Straordinaria l'immagine dove è presente nella cornice di fondo, in una posizione lateralizzata e retrocessa il volto dell'artista,preceduto dai suoi appunti artistici, lui ed il suo universo una sintesi, quello che lo circonda perde la connotazione di cornice e diventa rappresentazione del Sè. Un dialogo importante ed una sintonia sul piano umano e dell'arte, permette di trasmettere con gli scatti squarci di quel mondo racchiuso nell'atelier dove ogni oggetto ha una sua storia, il bronzo il gesso la terracotta narrano mitologia, allegorie, influenze pittoriche del 600. Lui fotografo figlio d'arte riconosce l’atmosfera, grande interprete del non detto coglie la narrazione nei dettagli, si insinua con dolcezza in quel privato e ne percepisce l'incanto di quell'universo dove dolore e gioia si mescolano, ne percepisce le metafore come nell'immagine dove lo scultore ripreso di spalle, lascia il volto all'inanimato, assumendo quasi il ruolo di un archetipo che conferisce voce e volto al dolore tipico di un'anima che cerca e che vede oltre lasciando la comunicazione alle sculture ed al disegno. Un lavoro complesso presentato in maniera magistrale evidenzia il suo essere un fotografo d'arte. ANTONELLA LEONE
ETTORE GRECO nasce a Padova nel 1969 e si è diplomato allʼAccademia di Belle Arti di Venezia nel 1992. Nel 1994 ha aperto un suo atelier e due anni più tardi ha tenuto la prima mostra personale. Dal marzo del 2011 un suo San Sebastiano è in permanenza al Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di Gabriele dʼAnnunzio a Gardone Riviera e nel giugno dello stesso anno lo scultore veneto è presente alla 54. Biennale di Venezia. Collabora con l’Espace Pierre Cardin di Parigi, dove nell’autunno del 2013 si è tenuta una sua personale. Le sue sculture sono state esposte in molte città tra cui Milano, Torino, Firenze, Berlino, Parigi, New York. Dal 2009 collabora con la Galleria Maurizio Nobile per la quale ha realizzato numerose opere nel 2011 per la mostra Fior di Barba e nel 2012 per la mostra Fine o Rinascita?, 2012 - 2013 Vive e lavora a Padova.